Sempre più spesso, nei condomìni si riscontra la presenza di biciclette lasciate negli androni, nei cortili o lungo i corridoi delle cantine. Se da un lato l’uso della bicicletta è un’abitudine sana, ecologica e da incentivare, dall’altro occorre ricordare che gli spazi comuni hanno una funzione specifica e non possono essere occupati liberamente.

Cosa dice la legge

Gli spazi condominiali (androne, cortile, scale, corridoi, pianerottoli) appartengono a tutti i condomini e il loro utilizzo deve essere conforme alla destinazione d’uso stabilita.
Secondo l’art. 1102 del Codice Civile, ciascun condomino può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso.
Pertanto, lasciare biciclette in luoghi non autorizzati può configurarsi come uso improprio, oltre a rappresentare un ostacolo o un pericolo per la sicurezza.

Rischi e problemi

  • Sicurezza: biciclette lasciate nei corridoi o sulle scale possono intralciare il passaggio, ostacolare vie di fuga in caso di emergenza e costituire un rischio per i residenti.
  • Decoro: l’accumulo di biciclette in androni o cortili altera l’estetica e l’ordine degli spazi comuni.
  • Conflitti: l’uso improprio degli spazi genera lamentele tra i condomini e può portare a contestazioni formali.

Soluzioni possibili

Molti regolamenti condominiali prevedono aree dedicate al deposito biciclette, come rastrelliere in cortile, spazi in autorimessa o locali cantina.
Dove queste soluzioni non sono ancora presenti, è possibile proporre in assemblea:

  • l’installazione di rastrelliere o stalli dedicati;
  • la destinazione di un locale condominiale a deposito biciclette;
  • regole chiare per la gestione e l’uso di tali spazi.

Il ruolo dell’amministratore

L’amministratore di condominio ha il compito di far rispettare il regolamento condominiale e può diffidare i condomini che occupano irregolarmente gli spazi comuni. Nei casi più gravi, l’assemblea può deliberare sanzioni pecuniarie (art. 70 disp. att. c.c.), che possono arrivare fino a 200 euro, o fino a 800 euro in caso di recidiva.

Conclusione

La bicicletta è un bene prezioso per la mobilità sostenibile, ma deve essere parcheggiata negli spazi adeguati e non a scapito della sicurezza o del diritto degli altri condomini.
Il rispetto delle regole e l’individuazione di soluzioni condivise permettono di conciliare la libertà individuale con il buon vivere comune.

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